Filastrocche

 

 

Filastrocca impertinente
Gianni Rodari

 

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.


Gli odori dei mestieri
Gianni Rodari

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio, 
di farina il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però 
non sanno di nulla e puzzano un po'

Il pescatore
Gianni Rodari

Pescatore che vai sul mare,
Quanti pesci puoi pescare?
Posso pescarne una barca piena
Con un tonno e una balena,
Ma quel ch' io cerco nella rete
Forse voi non lo sapete:
Cerco le scarpe del mio bambino
Che va scalzo, poverino.
Proprio oggi ne ho viste un paio
Nella vetrina del calzolaio:
Ma ce ne vogliono di sardine
Per fare un paio di scarpine.....
Poi con due calamaretti
Gli faremo i laccetti.

Il vestito di Arlecchino
Gianni Rodari

Per fare un vestito ad arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone :
'Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".

 

La vispa Teresa
Luigi Sailer

La vispa Teresa avea tra l’erbetta
A volo sorpresa gentil farfalletta
E tutta giuliva stringendola viva
gridava distesa: ”L’ho presa! L’ho presa!”
A lei supplicando l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando che male ti fò?
Tu si mi fai male stringendomi l’ale!
Deh! Lasciami anch’io son figlia di Dio!”.
Teresa, pentita, di colpo arrossì,
dischiuse le dita e quella fuggì.

 

Il giro delle stagioni

Giuseppe Fanciulli

 

Torna alla botte il vino
color rubino.
Torna la cheta neve
cappotto greve.
Torna, din don, Natale,
poi Carnevale:
Torna la mite brezza
e ti accarezza.
Torna la rondinella
gaia sorella.
Torna la fogliolina
lustra e verdina.
Torna la cuccioletta
Ma quanta fretta!
Torna nei campi l’oro,
falce e lavoro!
Torna alla botte il vino
Color rubino.

Sulla neve

Gianni Rodari

D’inverno, quando cade
la neve e imbianca il prato
e nasconde le strade
sotto il manto gelato,
ai bimbi, avventurieri
dal cuor senza paura,
non servono sentieri
per tentar l’avventura:
marciano arditi dove
la nevicata è intatta
aprendo strade nuove
nel deserto d’ovatta.
( Ma l’orme dei piedini
la neve serberà
per guidare i bambini
a casa, quando mamma chiamerà…)

 

Foglie gialle

Trilussa

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via ?

Girotondo

Dopo il giorno vien la sera
dopo l'inverno vien primavera
dalle viti viene il vino
viene il fumo dal camino
va la mucca con il bue
van le ochette due a due
e la vita in fondo in fondo
è un allegro girotondo

 

 voglio.... voglio...

Caro Gesù che tutto puoi dare

voglio un mega gelato da poter leccare

voglio un giorno con il sole 

voglio un prato di primule e viole

voglio un inverno mite e gentile

voglio un'estate calda e infantile

voglio giocare con tanti bambini

voglio una scatola di cioccolatini

se nessuna di queste cose mi puoi dare

caro Gesù non ti preoccupare

dammi soltanto un dolce viso

perché possa essere io a donare a tutti il mio sorriso.