Programmazione Educativa
Principi costituzionali
I VALORI CONDIVISI
FORMAZIONE DELL'UOMO E DEL CITTADINO
Introduzione
Il presente Piano dell'Offerta Formativa, si pone come il documento di definizione e partecipazione all'esterno, anno per anno, dei modi, tempi e forme con cui il Circolo intende realizzare
· i principi, i fattori di qualità, gli standard formativi e apprenditivi,
· i criteri di valutazione del servizio erogato,
· nonché le iniziative progettate per la realizzazione di interventi culturali formativi e integrativi
finalizzati allo sviluppo della persona, nel rispetto dei differenti contesti operativi, delle esigenze delle famiglie e delle peculiarità degli alunni al fine di assicurare loro il raggiungimento del miglior risultato possibile in rapporto agli obiettivi formativi e alle competenze stabiliti come irrinunciabili.
Esso è "il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale di questa Scuola (art. 3 del Dpr. 275/99). Tenendo conto del Pecup e delle Indicazioni Nazionali, da un lato, e della realtà territoriale e degli allievi, dall'altro, traccia le linee e le condizioni organizzative che i singoli docenti devono aver presenti per redigere i PPAE e PSP.
Elaborato dal Dirigente e dal collegio dei docenti, tiene conto delle "scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo " e delle proposte e dei pareri "formulati dagli organismi anche di fatto dei genitori.
Ha le seguenti funzioni:
1) Connette il nazionale e il locale
2) Risponde ai bisogni educativi delle famiglie e del territorio,
3) Esplicita le offerte formative che ogni alunno può adoperare per la propria crescita
4) Dimostra e valorizza la professionalità del dirigente e dei docenti
5) Ottimizza la mobilitazione delle risorse
6) Coniuga le intese con gli Enti territoriali e con le altre istituzioni scolastiche (la rete di scuole)
Ogni gruppo di lavoro individua e utilizza le seguenti strategie metodologico - didattiche:
elaborazione di progetti per perseguire obiettivi integrativi oltre che curriculari;
programmazione degli obiettivi relativi all’area socio-comportamentale;
organizzazione di esperienze di lavoro a classi aperte;
utilizzazione di spazi alternativi per attività individualizzate;
libertà di scelta educativa (art. 21 della legge n. 59/97).
Dall’analisi dei documenti normativi e pedagogici che supportano la Riforma Moratti, a livello di Collegio dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria sono maturate le seguenti convinzioni:
La Riforma Moratti ha spostato l’attenzione dall’insegnamento all’apprendimento; L’apprendimento non può essere aprioristicamente determinato negli esiti: pena, l’appiattimento didattico e il misconoscimento della singolarità di ciascun alunno ( v. la teoria delle intelligenze multiple di Gardner)
L’apprendimento si sostanzia in itinere a seconda del contesto e delle innumerevoli variabili, non tutte programmabili, che entrano in gioco, a volte fortuitamente;
Ogni alunno ha diritto ad un suo personale percorso in rapporto alle proprie capacità, alla propria storia esistenziale e retroterra culturale;
Ogni attività didattica da programmare per essere effettivamente funzionale all’apprendimento non può che proporsi come ipotesi progettuale da verificare e adattare continuamente sul campo a seconda delle risposte degli alunni;
Assume importanza, allora, non tanto la programmazione iniziale, quanto la riprogrammazione continua sul campo, rendendo estremamente aperto e flessibile ogni intervento progettato;
Gli obiettivi di apprendimento non sono opzionali, vanno comunque resi operativi attraverso una loro contestualizzazione in rapporto all’alunno che abbiamo di fronte, perciò essi vanno personalizzati per mettere ciascun alunno nella migliore condizione di essere autore del proprio apprendimento;
Il processo di apprendimento dell’alunno è unitario e procede per richiami e collegamenti in rapporto alle conoscenze pregresse e agli snodi concettuali dell’argomento trattato, come avviene nella logica dell’ipertesto;
Consegue che la proposta di apprendimento non può essere mono disciplinare, salvo casi di apprendimento di tecniche strumentali, ma interdisciplinare inglobando più obiettivi formativi;
La proposta di apprendimento deve partire necessariamente dalla conoscenza delle capacità e competenze possedute e maturate dall’alunno;
Le conoscenze vanno distinte dalle competenze;
I modelli di valutazione devono essere consequenziali e strumentali all’attuazione dei principi della RM, mai viceversa;
Essi devono essere definiti da ciascun collegio in rapporto alle convinzioni pedagogiche e didattiche maturate.
Alla luce di quanto sopra specificato il Collegio approverà con formale delibera alcuni modelli di strumentalità didattica esplicitamente richiamati dalla RM, e precisamente il P.S.P (Piano personale individualizzato) U.A. (unità di apprendimento), la SCHEDA di accertamento delle capacità e delle competenze acquisite e maturate, nonchè alcune pagine del giornale dell’insegnante funzionali all’implementazione dei contenuti della RM, apportando eventuali modifiche/integrazioni ai modelli predisposti nell’anno 2005/06.
Alla luce di quanto sopra si indicano i seguenti Indirizzi generali per le attività della Scuola e delle scelte generali di gestione e amministrazione per l’a.s. 2009/2010:
a)- responsabilità di ogni decisione assunta, nel senso che chiunque deve essere in grado di risalire al responsabile di qualunque scelta organizzativa, didattica o amministrativa;
b)- flessibilità: la Scuola deve essere capace di superare ogni tipo di impedimento burocratico organizzandosi al meglio, per soddisfare i bisogni formativi degli alunni e delle famiglie;
c)- trasparenza: si deve dar conto sempre e a chiunque delle ragioni delle proprie scelte educative attraverso un adeguato sistema di documentazione disponibile all’albo e presso la segreteria della Scuola;
d)- valutazione: la Scuola deve verificare sistematicamente, evitando il ricorso esclusivo a modalità autoreferenziali, sia gli apprendimenti degli alunni che la qualità complessiva del servizio scolastico offerto;
e)- ottimizzazione delle risorse attraverso un interscambio continuo di notizie per tutti gli operatori scolastici e, possibilmente, istituendo una banca dati di tutto il materiale di cui il Circolo dispone;
f)- tener presente le indicazioni emerse dall’indagine svolta fra i genitori degli alunni nella definizione del curricolo locale per il prossimo anno scolastico.
Principi costituzionali
Art. 2 « La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nella formazione sociale, ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale ».
Art. 3 « Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ».
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ».
Art. 33 « L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi ».
Art. 34 « La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.... ».
FINALITA’ DELLA SCUOLA
1. Caratteri e finalità della scuola
La scuola di base esplica, per sua natura istituzionale, un’azione intenzionale e sistematica secondo le finalità indicate dai Programmi Nazionali, dalla Carta Costituzionale, dalle Leggi Ministeriali.
E’ uno scenario simbolico nel quale si realizza il processo formativo finalizzato alla formazione dell’uomo e del cittadino, alla prima alfabetizzazione culturale informatica e all’apprendimento della seconda lingua (inglese), aspetti innovativi delineati prescrittivamente nelle Indicazioni Nazionali per l’avvio del processo di riforma della scuola italiana.
Finalità della scuola dell’infanzia
Le finalità condivise dal Circolo sono quelle esplicitate nel documento delle Indicazioni Nazionali che qui di seguito si riportano:
“La Scuola dell’Infanzia rafforza l’identità personale, l’autonomia e le competenze dei bambini. Essa raggiunge questi obiettivi generali del processo formativo (art. 8 del 275/99), collocandoli all’interno di un progetto di scuola articolato ed unitario, che riconosce, sul piano educativo, la priorità della famiglia e l’importanza del territorio di appartenenza con le sue risorse sociali, istituzionali e culturali.
In relazione alla maturazione dell’identità personale, e in una prospettiva che ne integri tutti gli aspetti (biologici, sociali e morali), essa si premura che i bambini acquisiscano atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazione al passaggio dalla curiosità alla ricerca; vivano in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, esprimendo e controllando emozioni e sentimenti e rendendosi sensibili a quelle degli altri; riconoscano ed apprezzino l’identità personale ed altrui nelle connessioni con le differenze di sesso, di cultura e di valori esistenti nelle rispettive famiglie, comunità e tradizioni di appartenenza.
In relazione alla conquista dell’autonomia, la Scuola dell’Infanzia fa sì che i bambini, mentre riconoscono le dipendenze esistenti ed operanti nella concretezza del loro ambiente naturale e sociale di vita, siano capaci, in tale contesto, di orientarsi in maniera personale e di compiere scelte anche innovative. Inoltre, si impegna affinché, come singoli e in gruppo, si rendano disponibili all’interazione costruttiva con il diverso e l’inedito e si aprano alla scoperta, all’interiorizzazione e al rispetto pratico dei valori della libertà, della cura di sé, degli altri e dell’ambiente, della solidarietà, della giustizia, dell’impegno ad agire per il bene comune.
In relazione allo sviluppo delle competenze, infine la Scuola dell’Infanzia, consolidando le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino, impegnano quest’ultimo nelle prime forme di lettura delle esperienze personali, di esplorazione e scoperta intenzionale ed organizzata della realtà di vita (in senso sociale, geografico e naturalistico, artistico e urbano), nonché della storia e delle tradizioni locali. In particolare, mette il bambino nella condizione di produrre messaggi, testi e situazioni attraverso una molteplicità ordinata ed efficace di strumenti linguistici e di modalità rappresentative; di comprendere, interpretare, rielaborare e comunicare conoscenze ed abilità relative a specifici campi di esperienza; di dimostrare ed apprezzare coerenza cognitiva e di comportamenti pratici, insieme a intuizione, immaginazione, creatività, gusto estetico e capacità di conferimento di senso.
Finalità della scuola primaria
Le finalità della scuola primaria sono quelle inserite nel documento delle Indicazioni Nazionali che la Comunità Scolastica di questo Circolo condivide e adotta pienamente e che qui di seguito si riportano
Valorizzare l’esperienza del fanciullo. I fanciulli che entrano nella Scuola Primaria hanno già maturato concettualizzazioni intuitive, parziali e generali, che impiegano per spiegare tutti i fenomeni che incontrano; anche quelli più complessi. Si può dire che abbiano maturato in famiglia, nei rapporti con gli altri e con il mondo, nella scuola dell’infanzia non soltanto una «loro» fisica, chimica, geologia, storia, arte ecc. «ingenue», ma che abbiano elaborato anche una «loro» altrettanto «ingenua», ma non per questo meno unitaria, organica e significativa visione del mondo e della vita. La Scuola Primaria si propone, anzitutto, di apprezzare questo patrimonio conoscitivo, valoriale e comportamentale ereditato dal fanciullo, e di dedicare particolare attenzione alla sua considerazione, esplorazione e discussione comune.
La corporeità come valore. La Scuola Primaria è consapevole che ogni dimensione simbolica che anima il fanciullo e le sue relazioni familiari e sociali è inscindibile dalla sua corporeità. Nella persona, infatti, non esistono separazioni e il corpo non è il «vestito» di ogni individuo, ma piuttosto il suo modo globale di essere nel mondo e di agire nella società. Per questo l’avvaloramento dell’espressione corporea è allo stesso tempo condizione e risultato dell’avvaloramento di tutte le altre dimensioni della persona: la razionale, l’estetica, la sociale, l’operativa, l’affettiva, la morale e la spirituale religiosa. E viceversa.
Esplicitare le idee e i valori presenti nell’esperienza. La Scuola Primaria, coinvolgendo la famiglia e nel rispetto della coscienza morale e civile di ciascuno, mira, inoltre, a far esplicitare ai fanciulli l’implicito e lo scontato presente nel patrimonio di visioni, teorie e pratiche che ha accumulato, e ad assumere consapevolmente queste ultime, insieme ai valori che contengono, in armonia con la Costituzione della Repubblica Italiana.
Dal mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali. La Scuola Primaria accompagna i fanciulli a passare dal mondo e dalla vita ordinati, interpretati ed agiti solo alla luce delle categorie presenti nel loro patrimonio culturale, valoriale e comportamentale al mondo e alla vita ordinati ed interpretati anche alla luce delle categorie critiche, semantiche e sintattiche, presenti nelle discipline di studio e negli ordinamenti formali del sapere accettati a livello di comunità scientifica. In questo passaggio, tiene conto che gli allievi ‘accomodano’ sempre i nuovi apprendimenti e comportamenti con quelli già interiorizzati e condivisi, e che il ricco patrimonio di pre comprensioni, di conoscenze ed abilità tacite e sommerse già posseduto da ciascuno influisce moltissimo sui nuovi apprendimenti formali e comportamentali. Alla luce di questa dinamica, la Scuola Primaria favorisce l'acquisizione da parte dell'alunno sia della lingua italiana, indispensabile per tutti i fanciulli alla piena fruizione delle opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche, sia di una lingua comunitaria, l’inglese, privilegiando, ove possibile, la coltivazione dell’eventuale lingua madre che fosse diversa dall’italiano. Parallelamente, essa favorisce l’acquisizione delle varie modalità espressive di natura artistico-musicale, dell'approccio scientifico e tecnico, delle coordinate storiche, geografiche ed organizzative della vita umana e della Convivenza civile, mantenendo costante l'attenzione alla parzialità di ogni prospettiva di ordinamento formale dell’esperienza e al bisogno continuo di unità della cultura pur nella distinzione delle prospettive in cui si esprime.
Dalle idee alla vita: il confronto interpersonale. La Scuola Primaria, grazie a questo graduale e progressivo percorso di riflessione critica attivato a partire dall’esperienza, sempre in stretta collaborazione con la famiglia, si propone di arricchire sul piano analitico e sintetico la «visione del mondo e della vita» dei fanciulli, di integrare tale visione nella loro personalità e di stimolarne l’esercizio nel concreto della propria vita, in un continuo confronto interpersonale di natura logica, morale e sociale che sia anche affettivamente significativo. In questo senso, tutte le maturazioni acquisite dai fanciulli vanno orientate verso la cura e il miglioramento di sé e della realtà in cui vivono, a cominciare dalla scuola stessa, e verso l’adozione di «buone pratiche» in tutte le dimensioni della vita umana, personale e comunitaria.
La diversità delle persone e delle culture come ricchezza. La Scuola Primaria utilizza situazioni reali e percorsi preordinati per far acquisire ai fanciulli non solo la consapevolezza delle varie forme, palesi o latenti, di disagio, diversità ed emarginazione esistenti nel loro ambiente prossimo e nel mondo che ci circonda, ma anche la competenza necessaria ad affrontarle e superarle con autonomia di giudizio, rispetto nei confronti delle persone e delle culture coinvolte, impegno e generosità personale. Parimenti, essa porta ogni allievo non solo alla presa di coscienza della realtà dell' handicap e delle sue forme umane, ma lo stimola anche ad operare e a ricercare con sensibilità, rispetto, creatività e partecipazione allo scopo di trasformare sempre l’integrazione dei compagni in situazione di handicap in una risorsa educativa e didattica per tutti.
Praticare l’impegno personale e la solidarietà sociale. La Scuola Primaria opera, quindi, in modo che gli alunni, in ordine alla realizzazione dei propri fini ed ideali, possano sperimentare l'importanza sia dell'impegno personale, sia del lavoro di gruppo attivo e solidale, attraverso i quali accettare e rispettare l'altro, dialogare e partecipare in maniera costruttiva alla realizzazione di obiettivi comuni. In questo senso, trova un esito naturale nell'esercizio competente di tutte le “buone pratiche” richieste dalla Convivenza Civile a livello e in prospettiva locale, nazionale, europea e mondiale.
In conclusione, il percorso complessivamente realizzato nella Scuola Primaria promuove l’educazione integrale della personalità dei fanciulli, stimolandoli all’autoregolazione degli apprendimenti, ad un’elevata percezione di autoefficacia, all’autorinforzo cognitivo e di personalità, alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati, attraverso l’esercizio dell’autonomia personale, della responsabilità intellettuale, morale e sociale, della creatività e del gusto estetico.
Formazione dell’uomo e del cittadino
La società contemporanea, caratterizzata da multiculturalità, multietnia, acentricità e alta tecnologia, chiede la formazione dell’Homo universalis, capace di vivere pienamente nello spirito della convivenza democratica, di realizzarsi creativamente nel lavoro, di muoversi ed orientarsi nella complessa dimensione culturale della società tecnologica.
Le forze sociali affidano alla scuola pubblica l’impegno di formare il cittadino del terzo millennio, portatore non di una rigida cultura enciclopedica, bensì di competenze elevate. Chiedono l’adozione di strategie formative di qualità, adeguate alle necessità dei singoli e protese ad ottenere il massimo dei risultati consentito per ciascun soggetto, attraverso lo sviluppo di tutte le sue potenzialità:
- aumentare la consapevolezza che l’educazione
può contribuire allo sviluppo di una
cittadinanza democratica;
- rafforzare la capacità degli Stati membri di
fare dell’educazione alla cittadinanza
democratica una priorità dei programmi
educativi;
- fornire gli strumenti concreti per favorire
questi risultati.
Costruire, in definitiva, un'Europa che rispetti
la libertà e l'identità di ciascuno dei popoli
che la compongono: solo l'unione
dei popoli, infatti, può garantire all'Europa la
sovranità sul suo destino e il suo prestigio nel
mondo.
L’esigenza di promuovere l’educazione all’Europa costituisce un nodo cruciale nella strategia di costruzione del futuro del nostro continente e per questo motivo è necessario riflettere sui processi educativi indispensabili per costruire una diffusa "cittadinanza europea" e analizzare criticamente le politiche e gli interventi concreti che l’Unione Europea sta adottando per promuovere tra i cittadini il sentimento dell'"appartenenza" a una entità sovranazionale che, in nome delle comuni “radici”, vuole costruire un progetto condiviso per affrontare le sfide del nostro tempo.
Si profila pertanto un
compito educativo di valore epocale:
contribuire a formare personalità che da un
approfondimento consapevole del proprio ethos
sappiano prendere le mosse per quell’incontro
dialogico con l' alterità che l’autentico
umanesimo interculturale richiede come ipotesi
di risposta alle difficili sfide poste da un
futuro nel quale gli uomini, i popoli, le
culture si incontreranno sempre di più. Per
questo motivo è stata sottolineata l’esigenza
che l’università e la scuola promuovano i
valori,dell'educazione integrale, della libertà
e del dialogo, valori fondamentali per lo
sviluppo di una coscienza europea.
Vari autori hanno sottolineato che il problema
dell’educazione all’Europa è avvertito in modo
diverso dal bambino, dal giovane, dall’adulto,
dall’anziano (e si chiedono interventi
diversificati) perché l’Europa non venga
percepita solo come una realtà geografica senza
più confini.
Tutti, specialmente i genitori, devono sentirsi
coinvolti nella realizzazione di questo progetto
educativo. L’attenzione alla dimensione europea
risulta, in effetti, particolarmente urgente
anche riguardo alla
famiglia. I genitori sono
portatori della sensibilità e delle aspettative
presenti nella società: essi sono per il giovane
un
ponte naturale tra la scuola e
la società.

I VALORI CONDIVISI
Le rapide trasformazioni che sono in atto a tutti i livelli, il progresso scientifico e culturale impongono una reimpostazione del tipo di uomo a cui tendere. Oggi per noi il problema vitale è la formazione di: uomini liberi, dotati di matura personalità, responsabili delle proprie azioni, creativi, autonomi, coerenti, capaci di pensare con la propria testa, di affrontare e risolvere i problemi che di volta in volta si presentano.
Condividiamo pienamente la definizione che alla personalità ha dato Gaetano SANTOMAURO :
" Sistema aperto, transattivamente correlato con l'ambiente e con fasi di sviluppo qualitativamente diverse e differenti a livello individuale" per cui per noi conoscere la personalità significa individuare fino a che punto questa presenta una soddisfacente attivazione di tutti i dinamismi in essa operanti in modo che l'intervento educativo successivo non sia generico e massimalista, ma sappia specificarsi su aspetti particolari.
Stefanini ( pedagogista personalista italiano) "La persona è sostanza etica, razionale, volontà responsabile, incorporata,“mondanizzata" che si presenta come unico equilibrio spirituale e culturale costituito da un insieme di dinamismi e capacità che interagiscono fra di loro e con la realtà e sono organizzati dalla ragione.
Fra le tante definizioni privilegiamo e condividiamo quella di PIAGET e di OSTERRIETH (pedagogista austriaco)." L'unità della persona fa sì che l'educazione sia un passaggio da una forma di personalità ad un'altra più complessa, più ricca, più articolata, mettendo in continua crisi l'equilibrio spirituale e culturale raggiunto".
Riteniamo la cultura strumento dell'educazione (e non viceversa) per cui condividiamo l'affermazione di LITT secondo cui " Persona colta è colui che è riuscito ad organizzare logicamente e consapevolmente tutti i suoi rapporti con la realtà e le conoscenze da esse derivanti". Essa non può essere circoscritta alla sfera intellettuale, ma abbraccia ogni tipo di esperienza: affettiva, emozionale, razionale, estetica, religiosa, sensoriale ecc.
DOTTRENS (pedagogista svizzero) "Il fanciullo non si deduce" per cui "occorre prendere le mosse dall'alunno che sta di fronte"(Ferrière). La conoscenza deve tendere ad evidenziare le differenze che connotano un fanciullo, evitando forme generiche e tipologiche di conoscenza.
La scuola si qualifica come ambiente educativo di apprendimento, come ambiente di vita più che come luogo di istruzione, recuperando e valorizzando il potenziale educativo dell'extrascuola, in particolare della famiglia, nell'ottica della continuità, e strutturandosi come vivaio di relazioni umane in un clima sociale positivo per conseguire attraverso attività proprie di alfabetizzazione culturale i valori propri della persona: autonomia, creatività, equilibrio affettivo e sociale, positiva immagine di sé.
E' un processo mentale attraverso il quale i dati esterni, a livello di consapevolezza, vengono fusi in una visione globale riferita ad una rete di strutture concettuali già presenti costituendo il bagaglio culturale dell'individuo che origina e motiva il comportamento. Varie sono le teorie sull'apprendimento sul quale condividiamo i seguenti concetti: lo strutturalismo del BRUNER, la significatività dei contenuti di AUSUBEL, l'interazione sociale del VYGOTSKIJ, l'assimilazione e l'accomodamento del PIAGET, la diversità degli stili cognitivi e le molteplicità delle intelligenze di GARDNER e OLSON la visione ecologica di BROFENBRENNER..
" La valutazione non solo quantifica i risultati, ma evidenzia i problemi non risolti, i progressi effettuati, le capacità dell' alunno, le difficoltà riscontrate, favorendo la ricerca di nuove vie per superare gli ostacoli esistenti e per meglio organizzare le future attività" (A. VISALBERGHI).
“Il metodo è lo strumento per storicizzare i programmi, cioè per adeguarli alla condizione apprenditiva di ciascun alunno; è il momento di organizzazione della situazione scolastica a livello di relazionalità individuazione e utilizzazione delle risorse, definizione di interventi e strategie affinché la scuola di tutti diventi effettivamente scuola per tutti”.

I BISOGNI EDUCATIVI DA CUI PARTIAMO
I
In sintesi
Il tipo di uomo formato in tutte le sue dimensioni intellettuali, creative, spirituali..
in continua interazione con gli altri,capace di rispettare e accogliere le differenze di contribuire alla costruzione di una cultura democratica alfabetizzata nei confronti delle nuove tecnologie e pronto ad adattarsi al nuovo, ai cambiamenti dell'evoluzione sociale.
La scuola
deve funzionalmente strutturarsi ed adoperarsi per garantire il possesso di tali "qualità" ai propri alunni, nonché le necessarie competenze per inserirsi da protagonisti nella cultura
Non può ridursi a un luogo di accumulo delle informazioni, ma deve mettere in grado ciascun allievo
di scoprire i "significati"
deve aiutarlo a cercare il senso profondo delle cose
ad andare "oltre" ciò che si percepisce
non solo deve fornire conoscenze, ma deve consentire ad ognuno di essi di riorganizzarle come competenze rendendole sempre più funzionali e spendibili in rapporto ai numerosi problemi esistenziali.
I saperi
Allora compito precipuo della scuola è quello di offrire saperi che permettano all'alunno di interagire consapevolmente con la realtà umana e culturale in cui è inserito di far acquisire linguaggi che permettano di dialogare a tutti i livelli. per cui è necessario alfabetizzare alle nuove tecnologie, stabilendo una corretta "relazione" con esse puntare sull'acquisizione di nuovi linguaggi, compreso l'apprendimento di altre lingue acquisire una competenza comunicativa, tenendo presente che soprattutto gli alunni degli strati più bassi faticano a comunicare e vengono messi ai margini. E' importante dare a tutti gli strumenti per esprimere il proprio "mondo vitale".
Esiti delle indagini effettuate tra i genitori degli alunni in ordine a:
Attività e iniziative da attuare
Verifica e monitoraggio del POF
IL CONTRATTO FORMATIVO
Il contratto formativo non va inteso in termini giuridici o notarili, non essendoci in educazione, specialmente nell'ambito della scuola primaria, un'effettiva parità contrattuale, tenuto conto che all'insegnante sono affidate dalla normativa e dalla società compiti e responsabilità che non possono essere contrattate col fanciullo.
Esso è la dichiarazione esplicita e partecipata dell'operato della scuola ed ha il suo fondamento generale nella programmazione dell'azione educativa. Trova più adeguate definizioni e puntualizzazioni nella programmazione dell'attività didattica. Si correla alle specifiche esigenze e ai reali bisogni dell'alunno mediante l'azione di regolazione della programmazione dell'attività didattica e la progettazione - attuazione di interventi individualizzati.
Sulla base di quanto sopra:
ad ogni alunno devono essere garantiti e assicurati:
un apprendimento in forme attive, consapevoli e autonome quale strumento formativo che gli consenta di operare un continuo passaggio, per usare la terminologia piagettiana, da un equilibrio spirituale ad un altro più ricco, articolato, complesso.
Ciò potrà consentirsi se il docente esplicitamente farà ricorso a metodi di insegnamento euristici, attivi che, partendo da situazioni problematiche catturino l'attenzione dell'alunno e lo motivino a continuare da solo nella ricerca di soluzioni a tali contraddizioni attraverso l'avanzamento di ipotesi e la verifica fattiva di ognuna di esse, divenendo così egli stesso lo scopritore e il costruttore del proprio sapere, in un processo senza termine ma sempre più consapevole, articolato e complesso.
il raggiungimento degli obiettivi educativi e delle mete prescrittive indicati nei Programmi del 1985;
la progettazione di percorsi adeguati e funzionali a tale raggiungimento;
l'attuazione degli interventi individualizzati resi necessari dalle rilevazioni degli apprendimenti e dalla valutazione intermedia dei processi formativi.
I docenti devono:
esprimere la propria offerta formativa mediante la partecipazione attiva e consapevole alla elaborazione e alla definizione della programmazione dell'azione educativa;
motivare i propri interventi sia mediante la programmazione dell'attività didattica, in specie nella parte concernente l'ambito disciplinare a ciascuno assegnato, sia mediante le decisioni che vengono assunte nelle riunioni dedicate alla regolazione della medesima programmazione;
applicare in maniera flessibile ma rispettosa dei principi che ispirano la normativa concernente la valutazione degli alunni.
I genitori devono:
conoscere l'offerta formativa;
esprimere pareri e proposte;
collaborare nelle attività

Gli alunni
Nel Circolo Gabelli la popolazione scolastica è di n. 616 unità e risulta così distribuita:
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|
PLESSI
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TOTALE |
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|
VIA CAPEZZUTO |
VIA NADI |
SEGEZIA |
|
|
Alunni scuola Infanzia |
83 | 65 | 22 |
170 |
|
Alunni scuola primaria |
383 |
63 |
446 |
|
| Totale alunni |
616 |
|||

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|

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I
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