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Qualità Offerta Formativa

Ai
sensi del D.Lgvo. n. 59/04,
questa Scuola, attua la Riforma di cui alla L.n.53/03,
tenendo conto delle attese delle famiglie nel contesto
culturale, sociale ed economico delle realtà locali, e
adotta i seguenti criteri e strategie comuni per la
attuazione delle Indicazioni Nazionali, del Pecup e per
la costruzione dei PPAE/PSP, delle UA .
Nella
strutturazione dei PPAE/PSP si procederà come appresso
specificato:
1.
il docente prevalente e gli altri colleghi del team docente devono,
anzitutto, avere un'idea precisa di tutte le offerte
formative disponibili nel Pof;
2.
in secondo luogo, l'uno e gli altri, nelle prime
settimane di scuola, raccoglieranno tutte le
informazioni che possono contribuire a spiegare le
capacità possedute dall'allievo e le competenze che ha maturato. Si tratta di colloquiare con i
docenti che hanno seguito i gli alunni nel grado
scolastico precedente, di interloquire con la famiglia
e, naturalmente, di invitare tutti i colleghi che
entrano in contatto con gli allievi ad osservare, e
comunicare, gli stili di apprendimento, le modalità
relazionali, i problemi, le competenze che egli mostra
di aver conseguito durante lo svolgimento delle prime
attività didattiche dell'anno;
3. Compilazione
di una scheda di valutazione sulle capacità possedute e
le competenze maturate secondo un modello comunemente
concordato denominato “scheda di valutazione d’ingresso”
;
4. Da tale modello
saranno stralciate tutte le indicazioni ai fini della
compilazione dei PPAE/PSP e riportati negli stessi ai
fini di una prima impostazione delle conseguenti Unità
di Apprendimento UA;
5. Il
docente prevalente
convoca, in quanto coordinatore, il team dei docenti dei
gruppi classe e/o di laboratorio e sottopone a tutti
l'intelaiatura delle U.A. che andranno a mano a mano a
comporre i PSP, elaborate da ciascuno;
6. Esplicitazione
di orari, dinamica gruppi classe/gruppi interclasse di
livello, di compito ed elettivi, ecc tenendo conto dei
vincoli decisi nel Pof. Questa progettazione può essere,
a seconda dei gradi di flessibilità che si riescono a
raggiungere, più o meno a lungo termine: primo
quadrimestre, primo bimestre, un mese, l'intero anno
7.
Successivamente occorre prendere in considerazione gli
OSA riportati nel documento delle Indicazioni
Nazionali(IN) e contestualizzarli in rapporto al
gruppo di alunni e/o al singolo alunno
9. Dopo questo primo lavoro di riscrittura degli OSA è
necessario imbastire le prime U.A.
CRITERI PER LA DEFINIZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE
DIDATTICA
Scuola
dell’infanzia
-
rapporti con i genitori degli alunni: coerenza e
qualità dell'informazioni da dare, tempi di
ricevimento, disponibilità a collaborare,
accettazione di proposte, richieste da avanzare,
festeggiamenti nella sez. (onomastici,compleanni
ecc.)
-
utilizzazione degli spazi e sussidi;
-
gestione della contemporaneità;
-
clima educativo: accoglienza, regole di
comportamento, lodi e rimproveri, pulizia ed igiene
personale degli alunni, sussidi integrativi,
organizzazione del tempo mensa, ecc.;
-
sezioni aperte e costituzione di gruppi;
-
visite guidate;
-
modalità di effettuazione delle verifiche in
itinere;
-
progetti didattici: attività di drammatizzazione e
iniziative varie:
-
definizione e attuazione comune;
-
attività di individualizzazione;
-
rapporti col docente di sostegno e/o con altri
operatori scolastici e non;
-
compilazione dei documenti scolastici;
-
metodologia.
Le
insegnanti, riunite per singola sezione, per
intersezione o per fasce di alunni in rapporto all'età
di questi ultimi, a seconda dei criteri concordati in
ordine alla definizione della programmazione didattica,
procedono alla redazione analitica della stessa nel
rispetto delle seguenti fasi:
Tali attività che
si svolgeranno nella scuola materna saranno "esperienze
educative" di carattere formativo intenzionali e
progettuali.
Con" l'esperienza"
il bambino svilupperà apprendimenti, acquisirà strutture
linguistiche e procedurali e perseguirà i suoi traguardi
di sviluppo.
3 - Presa visione
dei documenti scolastici e anagrafici relativi agli
alunni delle singole sezioni in ordine ad una loro prima
conoscenza. Le insegnanti di bambini treenni
acquisiranno informazioni anche dalle famiglie degli
alunni nelle forme che riterranno più opportune.
4 - Definizione
degli obiettivi formativi deducendoli da quelli di cui
al punto 1
Operazionalizzazione
degli obiettivi attraverso la costruzione di singole
unità di apprendimento collegate e integrate in una
struttura sistemica o modulare che inglobi tutti i vari
campi di esperienza.
Scuola primaria
fasi:
I
- Ricerca d’intese sugli obiettivi formativi, e su
quelli ritenuti irrinunciabili previa lettura-analisi
delle Indicazioni Nazionali di cui alla L.n.53/03
II
- Ricerca d’intese su come operare concretamente e
unitariamente all’interno del Gruppo di insegnamento in
rapporto ai singoli contenuti della programmazione
Educativa e organizzativa e a qualsiasi altro aspetto
della vita delle classi su cui ogni docente riterrà
opportuno stabilire, preventivamente e
inequivocabilmente, regole e convergenze operative da
parte di tutto il gruppo docente.
Si
reputa opportuno precisare che per ciascun docente
costituisce dovere professionale, disciplinarmente
perseguibile, il rispetto di ciascuna di tali intese,
anche se stabilite solo a maggioranza all’interno del
singolo modulo.
In
particolare, sempre nell’ottica dell’unitarietà
dell’insegnamento, oltre a quanto sopra specificato, si
dovranno stabilire “patti e regole” su ciascuna delle
seguenti problematiche:
-
gestione
della contemporaneità;
-
utilizzazione
degli spazi e dei sussidi;
-
rapporti
con i genitori degli alunni: coerenza e qualità delle informazioni da dare, tempi di ricevimento,
disponibilità a collaborare, accettazione di proposte,
richieste da avanzare, festeggiamenti in classe
(onomastici, compleanni, ecc.)
-
clima educativo: direttivo, non direttivo, puntualità,
uscita dall’aula, compiti a casa e loro correzione,
pulizia e igiene personale, assenze, premi e castighi,
quaderni da usare, libri integrativi, come organizzare
l’intervallo, consumo della merenda;
-
permanenza
nella classe oltre l’orario fissato per concludere
un’attività;
-
visite
guidate e viaggi d’istruzione
-
modalità
di effettuazione delle verifiche in itinere, quadrimestrali; progetti
didattici su attività di drammatizzazione e iniziative
varie: definizione e attuazione comune;
-
attività
di recupero e d’individualizzazione;
-
rapporti
col docente di sostegno e/o con altri operatori
scolastici e non;
-
metodologia;
-
compilazione
documenti scolastici; ecc.
III
- Conoscenza degli alunni, in riferimento alla griglia
appositamente compilata per ogni alunno dal gruppo
docente della classe di appartenenza al termine del
concluso anno scolastico e predisposta nell’agenda della
programmazione e dell’organizzazione didattica,
acquisendo anche informazioni dalla famiglia
dell’alunno nelle forme che si riterranno più
opportune.
I docenti di classe I^, invece, faranno riferimento
alla griglia compilata dai docenti della scuola materna
di provenienza del bambino in rapporto alle abilità
acquisite dallo stesso nei diversi campi di esperienza.
Prenderanno anche opportuni contatti con i colleghi di
quest’ultima scuola per acquisire direttamente ogni
ulteriore informazione utile ad approfondire la
conoscenza di singoli casi di alunni loro affidati.
IV
- Definizione degli obiettivi formativi dedotti dagli
O.S.A. di cui alle Indicazioni Nazionali e in
rapporto all’acquisita conoscenza del profilo degli
alunni
V
-
Operazionalizzazione, a livello di singolo docente,
degli obiettivi attraverso la costruzione di singole
unità di apprendimento, secondo il modello concordato
all’interno del Collegio dei Docenti.

LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA
Premesso che:
Al
Collegio dei docenti spetta l’individuazione dei criteri
di fondo della programmazione didattica intesa come:
-
momento qualificante dell’attività della scuola e della
professionalità dei docenti;
-
strumento privilegiato per un continuo monitoraggio dei
processi educativi;
- modalità di confronto tra le diverse esperienze e
condivisione di responsabilità educativa;
- ricerca continua di risposte adeguate al soddisfacimento
dei bisogni formativi di ciascun alunno;
-
individuazione e costruzione permanente di percorsi
metodologici personalizzati;
Tenuto conto:
- delle Finalità e degli Obiettivi Generali del
Sistema Istruzione;
-
del
PECUP cui deve orientarsi l’azione educativa e degli
OSA di cui al documento delle indicazioni Nazionali;
- dell’ispirazione culturale e pedagogica
dell’istituzione scolastica esplicitata nel POF ;
-
dei
bisogni formativi del territorio e degli alunni;
-
delle risorse strutturali e professionali del contesto
scolastico;
Considerato che la nostra scuola
-
ha
maturato esperienze di formazione su aspetti trasversali
e di approccio
sistemico ai processi formativi;
-
ha
realizzato progetti privilegiando percorsi
multidisciplinari;
il
Collegio dei docenti unanimemente delibera i seguenti
criteri e fasi operative della programmazione didattica
relativa all’anno scolastico 2009/10:
Ø
elaborazione di una programmazione didattica basata su
una matrice di riferimento costruita collegialmente che
dia le coordinate di senso ai percorsi formativi
afferenti alla quota obbligatoria e alla quota
facoltativo/opzionale e consenta una collocazione
programmatica delle UA sullo sfondo culturale e
pedagogico proposto dal POF;
Ø
realizzazione di una matrice di progettazione unificante
caratterizzata dalla trasversalità e dalla
pluridisciplinarità coniugate alla gradualità;
Ø
individuazione di macrotemi a cui si ricondurranno
tutte le UA sia per le attività interne alle classi sia
per le proposte laboratoriali.
Ø
progettazione di UA per ogni fascia di
classi parallele e declinazione di obiettivi formativi a
bassa risoluzione da contestualizzare nelle varie classi
(fasce di classi parallele) in base al criterio di
gradualità;
Ø
Ad
ogni UA tematica dovranno essere riferite le UA
disciplinari o interdisciplinari e dei laboratori
opzionali, relative al periodo di riferimento, che
acquisteranno corposità e curvature personalizzate nella
fase di realizzazione a cura delle singole equipes
pedagogiche e costituiranno i PPSSPP;
Ø
Fino
al primo biennio le UA si dovranno riferire ad una
attività che si muove per problemi, unitaria e
sintetica, che si collochi cioè al di là della
segmentazione disciplinare o delle educazioni;
Ø
A
partire dal secondo biennio le UA potranno
gradualmente avere come punto di riferimento le
discipline e perciò caratterizzarsi per abilità e
contenuti più ristretti in campo disciplinare senza però
abbandonare, nella progettazione, il principio
ologrammatico;
Ø
Le
UA tematiche saranno ideate e progettate per fasce di classi parallele ( fase preattiva) a settembre, prima dell’inizio delle
lezioni;
Ø
Le
UA relative ai percorsi disciplinari, interdisciplinari
e dei laboratori opzionali, con le necessarie
personalizzazioni saranno realizzate in itinere dalle
singole equipes pedagogiche nelle programmazioni
settimanali;
Ø
Il
15% del curricolo è riservato allo studio e
all’approfondimento di aspetti specifici del territorio
locale;
Ø
Si
prevedono verifiche bimestrali, a conclusione di ogni UA
tematica, mediante somministrazione di prove concordate per fasce di classi parallele.

UNITARIETÀ DELL'INSEGNAMENTO E DELL’ATTIVITÀ
EDUCATIVA
Considerato
che l'unitarietà dell'insegnamento, che costituisce la
caratteristica educativo - didattica peculiare della
scuola elementare (dai Programmi '85) non può coesistere
con la frammentarietà, la parcellizzazione, la
disintegrazione, la diversità dei comportamenti dei
singoli docenti, il Collegio dei Docenti, all'unanimità
concorda nell'adottare i criteri, qui di seguito
indicati, per una sua effettiva realizzazione e un suo
costante mantenimento:

a)
programmazione
didattica scandita per unità di apprendimento
trasversali (alias mappe concettuali) che rispettino il
modo di conoscere e di pensare del bambino che nella
scuola di base è prevalentemente di tipo unitario.
b) la scelta comune in tutte
le classi del circolo della metodologia della ricerca.
Infatti ogni unità di apprendimento strutturata,
indipendentemente dalla classe di riferimento, parte da
una situazione problematica per snodarsi attraverso la
formulazione d'ipotesi e verifiche fattuali;
c) ricerca e sottoscrizione
d'intese operative all'interno di ciascun modulo su ogni
aspetto della vita delle classi.
d) nuova organizzazione delle
classi prime, seconde, terze,quarte e quinte in cui è prevista
l'insegnante prevalente.
Le docenti
opereranno concretamente ed unitariamente all’interno di
ogni singola sezione e scuola. Sarà loro cura
confrontarci e stabilire linee di condotta comuni sia
nel modo di porsi ai bambini sia nel rapportarsi ai
genitori. Tutto ciò avverrà all’insegna della coerenza,
disponibilità e chiarezza delle informazioni. Inoltre
ricercheranno e sottoscriveranno delle intese operative
all’interno di ciascuna sezione e / o scuola su ogni
aspetto della vita delle sezioni
Il clima educativo, come previsto dagli orientamenti per
quanto riguarda tutti gli operatori scolastici in
rapporto tra loro e con i bambini, sarà improntato allo
sviluppo di uno spirito di collaborazione, responsabile
iniziativa ed impegno per la realizzazione di un
ambiente educativo caratterizzato, in tutti i suoi
aspetti, dalla reciproca serenità.
Nella prospettiva
della massima valorizzazione di tutti saranno, però,
stabilite regole comportamentali a cui tutte le
insegnanti dovranno adeguarsi nell’impostazione dei vari
atteggiamenti da tenere con i bambini e nei rapporti
con le famiglie.

UNITÀ DI
APPRENDIMENTO
Primo
percorso
Prima parte
1.E’ necessario
partire da una valutazione dell’alunno in ordine alle
conoscenze acquisite e alle competenze maturate,
attraverso la compilazione collegiale da parte dell’èquipe
pedagogica, o gruppo d’insegnamento che si voglia, di
una scheda dettagliata afferente, in particolare,
all’area delle capacità relazionali , delle capacita’
logiche, critiche, valutative, creative, delle capacita’
linguistico/espressive, delle modalita’ di
apprendimento, dello stile e dei ritmi di
apprendimento, degli interessi indicando,
eventualmente, già in questo documento, delle attività
e/o degli interventi specifici da realizzare per i
singoli alunni. Tale documento inserito nell'Agenda
della programmazione, costituisce la parte iniziale del
PSP
2.Successivamente occorre prender in
considerazione gli OSA riportati nel documento delle
Indicazioni Nazionali (IN), numerarli per individuarli
in rapporto alle singole discipline e ai corrispondenti
obiettivi formativi, distinguendo quelli afferenti alle
conoscenze da quelli relativi alle abilità.
[ es. c1ITA
= Italiano OSA n.1 relativo alle conoscenze –
a1ITA = Italiano OSA n.1 relativo alle abilità] e
contestualizzarli in rapporto al gruppo di alunni
e/o al singolo alunno. Es. l’OSA di lingua italiana
relativo alle abilità del primo biennio “Raccogliere
idee per la scrittura, attraverso la lettura del reale,
il recupero in memoria, l’invenzione” [a9ITA]
per il
gruppo classe. potrebbe diventare il seguente
obiettivo formativo:“saper descrivere gli elementi
fondamentali di un luogo (es.una chiesa del centro
storico o altro…) dopo averlo visitato, rilevando
carenze e difetti e suggerendo soluzioni alternative e
migliorative
mentre per
un singolo alunno con deficit apprenditivo potrebbe
essere saper descrivere gli oggetti presenti
nell’aula individuando quelli necessari e quelli
superflui
per un
alunno con capacità superiori alla media,
l’obiettivo formativo potrebbe trasformarsi in “ dopo
aver descritto, da un particolare punto di vista, un
luogo visitato ipotizza le cause dello stato delle
cose, documentando tali ipotesi con riscontri fattuali
sul campo, avanzando indicazioni risolutive delle stesse
.Naturalmente gli OSA non necessariamente vanno
modificati se rispondono già alle esigenze apprenditive e/o bisogni formativi del gruppo classe e/o
di singoli alunni.
L’elenco degli obiettivi formativi, con le
apportate personalizzazioni, costituisce la programmazione
didattica annuale del singolo docente e
andrà trascritta nel “Giornale dell'insegnante”.
Ogni
docente sarà pienamente consapevole già dai primi mesi
di scuola di come distribuirli nelle varie U.A. che
andrà a definire nel corso dell’anno scolastico, in modo
da essere sicuro della operazionalizzazione di
ciascuno di essi, nessuno escluso.
3.Dopo questo primo lavoro di riscrittura degli OSA,
è necessario impostare la prima U.A. che non è
altro che una operazionalizzazione dello/gli
obiettivo/i formativo/i scelti dal docente in modo
interdisciplinare e, quindi, anche da discipline
diverse. L’U.A,infatti, secondo lo spirito della
Riforma,essendo unità di“apprendimento”(per
molti versi imprevedibile e legato a variabili di un
contesto situazionale non determinabile
aprioristicamente) e non più “ didattica”,(
riferita cioè all’insegnamento, e quindi all’attività
che il docente si propone di svolgere) deve essere
aperta a qualsiasi sviluppo, per cui può essere
impostata a priori solo nelle linee essenziali e
nodali.
Fatta eccezione per la prima UA, che parte dalla
verifica delle conoscenze e competenze possedute da
ciascun alunno, all’avvio dell’anno scolastico, ciascuna
UA viene impostata sulla base degli esiti inseriti nel
“diario di bordo” dell’ UA precedente, in modo che essa
risponda effettivamente alle possibilità operative e
cognitive di ciascun alunno strutturandosi in un
percorso personalizzato.
Ciascun docente, nell’impostazione dell’UA individuerà,
in primis, gli obiettivi formativi che intende far
conseguire a ciascun alunno stralciandoli dalla sua
programmazione didattica che è rappresentata, appunto,
da tutti gli Obiettivi Formativi rivenienti dalla
trasformazione / contestualizzazione degli OSA relativi
alle conoscenze e abilità afferenti alle singole
discipline a lui affidate.
Successivamente, all’interno dell’UA, questi stessi
obiettivi formativi, verranno personalizzati tutti o in
parte in rapporto a gruppi di alunni o a singoli casi.
Ovviamente la personalizzazione potrà essere per difetto
o per eccesso indicando contestualmente in questa area
l’opportunità di inserimento, per tale/i alunno / i in
specifici laboratori o LARSA per gruppi mobili.
In
seguito il docente procederà alla stesura dell’
itinerario, per indicazioni nodali, delle attività da
svolgere. Tale itinerario,potrà essere espresso in
forma grafica, discorsiva o per diagrammi di flusso.
Ultima fase di questa itinerario progettuale del
percorso è costituita dall’individuazione dei materiali
occorrenti, degli spazi o attrezzature eventualmente da
utilizzare, nonché dei tempi presunti occorrenti per la
realizzazione, avendo cura però, di stabilire una data
di inizio e una di conclusione. L’insegnante, a questo
punto, ha tutti gli strumenti idonei per operare.
Secondo percorso

La
Riforma, tuttavia, spostando l’attenzione
dall’insegnamento all’apprendimento, non poteva non
valorizzare l’occasionalità che è fondamentale in un
percorso di apprendimento personalizzato per cui il
docente potrebbe trovarsi nella situazione e condizione
di percorrere un itinerario diverso da quello fin qui
descritto. Itinerario che può benissimo integrarsi con
il primo,cambia solo il punto di partenza che non è
la contestualizzazione degli OSA in obiettivi
formativi,bensì il contesto esperenziale del gruppo
classe, secondo quello che è rappresentato dalla
metodologia della ricerca e cioè si” inciampa” in una
situazione problematica concreta, vicina agli interessi
e all'esperienza degli alunni, si constatano le carenze
conoscitive e/o competenziali degli alunni intorno ad un
argomento/evento e unitariamente si individuano gli
obiettivi formativi che essi hanno bisogno di
conseguire per colmare le carenze individuate e i loro
bisogni formativi. Tali obiettivi all’interno dell’U.A
vanno riportati come competenze che ciascun
alunno dovrà conseguire, tenuto conto che è proprio il
percorso apprenditivo/formativo dell’U.A. che dovrà
trasformare le conoscenze e le abilità specificate
degli OSA, di cui al documento delle Indicazioni
Nazionali, in competenze ( cioè in saper fare
conoscendone il perché ) e, proprio perchè tali
obiettivi formativi sono stati individuati sulla base di
una situazione esperenziale concreta e problematica
rilevata in situazione , che è necessariamente unitaria,
non possono non essere,oltre che contestualizzati e
concreti,soprattutto interdisciplinari. A questo
punto non rimane che individuare le espansione di
tali obiettivi formativi cioè il relativo riferimento
agli OSA delle varie discipline.

Seconda parte
La
seconda parte dell’UA è costituita da una sorta di “
diario di bordo “in cui il docente
trascrive, quando lo ritiene opportuno, in itinere e/o a
conclusione, ogni tipo di osservazione, commento,
puntualizzazione, verifica, suggerimento della famiglia
ecc…in modo da avere un quadro completo delle dinamiche
apprenditive verificatesi, degli imprevisti occorsi,
delle modifiche apportate con le relative motivazioni,
degli esiti conseguiti: insomma di tutto quello che
serve per comprendere la situazione conoscitiva,
competenziale, formativa, comportamentale, ecc… dei
singoli alunni e / o del gruppo classe. In particolare
evidenzia la situazione di partenza problematica da cui
ha avuto origine tutto il percorso, esprimendo anche le
proprie valutazioni critiche sulle difficoltà
incontrate, sia di estrazione metodologica che di
qualsiasi altra natura, in modo che la lettura dello
stesso possa essere la base di partenza, la più
funzionale possibile, per l’impostazione della
successiva UA che sarà strutturata in continuità e come
conseguenza della precedente.
Al termine di ogni singola U.A. di apprendimento ciascun
docente riporta nel PSP di ciascun alunno gli esiti
delle verifiche effettuate nel diario di bordo sulle
competenze acquisite o meno, sia in itinere, che a
conclusione dell’U.A. Eventuali mancati o parziali
conseguimenti vanno registrati in tale documento nella
parte relativa alle personalizzazioni e
dovrebbero trovare giustificazione nel diario di bordo
dell’U.A. a cui si riferiscono.
Infine per avere una panoramica globale di tutto il
gruppo classe in ordine al conseguimento o meno di tutti
gli OSA relativamente alle singole discipline,
ogni docente, nel Giornale dell’insegnante, riporterà,
di volta in volta,man mano che conclude le singole unità di
apprendimento l’esito delle verifiche effettuate.
ORGANIZZAZIONE
DEI LABORATORI E DELLA DINAMICA GRUPPO CLASSE
La realizzazione
di laboratori mira a strutturare l’ambiente scolastico
come cooperativo e a mettere l’alunno in condizione di
operare sul concreto, con l’utilizzo di tutti i canali
comunicativi, valorizzano la positività, gli elementi di
originalità di cui ciascun essere umano, anche se
portatore di disabilità, è dotato, aumentando la
motivazione, sviluppando l’autostima e il senso di
responsabilità. Inoltre l’attività laboratoriale
realizza un apprendimento significativo poiché porta
l’alunno a “dare senso” a quello che sta facendo, perché
ne sperimenta le possibilità applicative in un contesto
vitale. L’allievo nella scuola laboratoriale è
costruttore del proprio apprendimento:
associando attività pratiche e intellettuali, è incoraggiato dal docente a conquistare un atteggiamento
autonomo e responsabile.
Al docente prevalente
sarà richiesto di salvaguardare il gruppo classe/sezione
come comunità, quando gli alunni saranno chiamati a
“svolgere prevalentemente attività omogenee ed
unitarie”.
Formazione dei gruppi in funzione del Laboratorio
Il docente
prevalente,
coadiuvato dal team di docenti organizzerà il percorso
formativo degli allievi anche attraverso:
la formazione
di gruppi di livello, di compito ed elettivi entro il
gruppo classe;
la formazione
di gruppi di livello, di compito ed elettivi classi
parallele e/o verticali.
I gruppi si
articoleranno in:
Gruppi di
livello, formati da alunni che presentano un livello
cognitivo e di competenze analogo.
Gruppi di
compito, formati da alunni eterogenei per livello
cognitivo, per stili di apprendimento, per competenze
specifiche, ma che saranno sapientemente messi insieme
per elaborare un compito comune.
Gruppi elettivi
formati da alunni che si aggregheranno sulla base dei
loro interessi.
I gruppi di
livello saranno composti da allievi che provengono dello
stesso gruppo classe/sezione.
Come
accertare le competenze d’ingresso
Nel Laboratorio
per gruppo di livello, i docenti accertano la situazione
di apprendimento in ingresso con prove adeguatamente
predisposte: potranno svolgere colloqui con gli alunni,
attività di brainstorming, test, simulazioni di
situazioni...
I LARSA di
recupero, rivolti agli allievi che evidenzieranno
carenze e imprecisioni di tipo strumentale inizieranno
con una “mappa” delle difficoltà, preparata sotto la
guida del docente attraverso prove specifiche, mentre i
LARSA di potenziamento si realizzeranno con la proposta
di approfondimento o di allargamento rispetto alle
competenze maturate.
L’organizzazione di LARSA, sia in verticale sia in
orizzontale, consentirà di utilizzare in modo più
razionale ed efficace le risorse della scuola.
Nelle Raccomandazioni vengono dati alcuni
orientamenti che sono state pienamente e
precisamente:
la
progettazione dei Laboratori rispetterà una successione
organica e ordinata dei diversi momenti di lavoro. Tale
successione sarà stabilita una volta per tutte
all’inizio dell’anno ma potrà subire inevitabili
adattamenti in itinere sia come aumento sia come
restrizione delle attività previste;
il
docente prevalente già coordinatore dei percorsi formativi degli
alunni, coordinerà la propria attività con quella dei
docenti responsabili dei Laboratori;
la formazione
numerica dei gruppi sarà variabile, ma tenuto conto
dell’età dei bambini pena il loro disorientamento, fino alla conclusione del primo biennio i Laboratori da
organizzarsi in verticale o in orizzontale saranno al
massimo tre e integreranno le competenze da promuovere.
Conseguentemente nella progettazione dei percorsi, i
docenti terranno sempre presente la logica
dell’ologramma, ossia l’unitarietà del sapere,
all’interno della quale si coniuga la prospettiva
disciplinare con quella pluri, inter e
transdisciplinare.
Si
evidenzia inoltre, come nel progettare percorsi di
apprendimento attraverso lo sviluppo di U.A., sarà
opportuno, particolarmente nel primo biennio, utilizzare
alcuni “nuclei esperienziali” dai quali far scaturire le
conoscenze ed abilità, mantenendo nell’apprendimento, la
stessa coesione che caratterizza l’esperienza.
IL
LABORATORIO NELLA SCUOLA DELL’ INFANZIA
La
scuola dell’infanzia è un ambiente educativo fatto di
esperienze concrete e di apprendimenti riflessivi. I
suoi Laboratori si svolgeranno negli spazi
della stessa sezione, specializzati ad accogliere gruppi di
bambini, eterogenei per età, competenze, stili
cognitivi.
Vi saranno, Laboratori
di:
attività
espressive,
progettazione
e di operatività,
attività
motorie e sportive,
attività
linguistiche.
Ogni
scuola organizzerà i propri Laboratori in base alle
esigenze degli allievi
e delle famiglie
Lo
spazio nella scuola dell’infanzia accoglierà molteplici
forme di aggregazione dei bambini, che variando nella
composizione, compiranno diverse esperienze di
apprendimento.
Per
articolare le attività si organizzerà lo spazio
dell’aula in “angoli”, riservandoli e caratterizzandoli
per attività specifiche: angolo della lingua,
dell’ascolto, del racconto, della casa, della
manipolazione, del colore, delle attività
logico-matematiche.
Gli spazi esterni alla scuola favoriranno l’avventura
esplorativa dei bambini.
Criteri e modalità di verifica e di valutazione degli
alunni

L'articolo 8 del decreto legislativo stabilisce che la
valutazione venga effettuata dai docenti sia con
scansione periodica e annuale, sia in occasione del
passaggio al periodo didattico successivo. Essa riguarda
gli apprendimenti - sia quelli connessi agli orari
obbligatori, sia quelli riferiti agli orari facoltativi
scelti dagli alunni - sia il comportamento degli alunni.
La valutazione degli apprendimenti degli alunni e la
certificazione delle competenze dagli stessi acquisite,
sono affidate ai docenti responsabili delle attività
educative e didattiche previste dai Piani di Studio
Personalizzati.
Ai
sensi del citato articolo 8, commi 1 e 2, gli insegnanti
procedono alla valutazione conclusiva dei singoli alunni
ai fini del passaggio al periodo successivo. Gli stessi,
con decisione assunta all'unanimità, possono non
ammettere gli alunni alla classe intermedia, "in casi
eccezionali e comprovati da specifica motivazione".
Considerato che l'articolo 4 del decreto in questione
prevede, nella scuola primaria, un primo anno di
raccordo con la scuola dell'infanzia e due periodi
didattici biennali, il passaggio dalla scuola primaria
alla scuola secondaria di I grado avviene a seguito di
valutazione positiva effettuata al termine del secondo
periodo didattico biennale.
SCUOLA DELL’INFANZIA
Nella Scuola Materna gli Orientamenti prima e la N.M.
4094-95 poi, ribadiscono l'importanza di una valutazione
che per essere formativa deve essere in grado di
sostenere e valorizzare i processi di crescita, anziché
esprimere giudizi e formulare previsioni inappellabili.
Inoltre deve essere partecipata ai genitori, orientata
allo sviluppo, attenta alle variabili di contesto e
intesa come "guida all'azione educativa”. Nella
valutazione individuale si analizzerà se il bambino ha
acquisito e/o consolidato le COMPETENZE e le ABILITÀ e
il livello di apprendimento raggiunto, cioè il percorso
di ciascuno, partendo dalle considerazioni del suo punto
di partenza, di quanto, come e se si è evoluto nelle
problematiche individuali e nelle relazioni con gli
altri. A tal fine, le docenti si avvarranno di griglie
in cui si sono registrati gli INDICATORI DI
OSSERVAZIOINE.
Si
serviranno inoltre dei dati dell'OSSERVAZIONE
SISTEMATICA, della VERIFICA, dei dati di cui si viene a
conoscenza mediante i colloqui e del SISTEMA DI
VALUTAZIONE dell' esperienza scolastica per quanto
attiene agli alunni cinquenni( documento elaborato dalla
Commissione Valutazione)
Tale
valutazione verrà effettuata dalle docenti prima nei
micro-gruppi di lavoro per conoscere i comportamenti
cognitivi e socio-affettivi di ciascun bambino,
successivamente in sede di collettivo generale delle
insegnanti per:
- aggiustare ed individualizzare le proposte e i
percorsi d'apprendimento;
- rendersi conto di ciò che sta avvenendo nel
rapporto educativo;
- riflettere sul tipo di ricaduta dell'esperienza
sulla sezione;
- discutere sul tipo di proposte : materiale utilizzato;sulle modalità di utilizzo;sui campi di lavoro;
sulle regole;
analizzare il tipo di contenuto ;verificare
la qualità dell'attività educativa e didattica e del
significato globale dell'esperienza scolastica.
Gli
alunni cinquenni saranno sottoposti a prove oggettive
relative alla verifica del livello di padronanza
raggiunto in ordine agli obiettivi irrinunciabili. Tali
prove saranno somministrate da docenti.
SCUOLA PRIMARIA
La
verifica rigorosa e la valutazione oggettiva
hanno un'importanza fondamentale, come momento di
controllo, poiché sono parte integrante del processo
educativo e agiscono come componenti attivi nella
circolarità del sistema.
Verificare significa:
-
Raccogliere informazioni sul processo di
insegnamento/apprendimento, per modificarlo, se
necessario;
-
Controllare l'adeguatezza dei metodi e delle tecniche
utilizzato;
-
Accertare il raggiungimento degli obiettivi
La
verifica dell'apprendimento, indispensabile per una
oggettiva valutazione dell'alunno, deve essere un fatto
quotidiano, evento abituale dell'attività didattica,
perché possa favorire l'abitudine all'applicazione
costante e permettere di modificare in itinere
l'intervento didattico.
Tale
verifica avverrà attraverso:
-
L'educazione all'autovalutazione ;
-
Interventi spontanei o sollecitati;
-
Controllo dei compiti svolti in classe e a casa;
-
Lavori di gruppo
Si
procederà, poi, alla fine di ogni unità didattica, alla
verifica degli obiettivi prefissati attraverso:
-
Prove scritte non strutturate (relazioni,verbalizzazioni,….)
-
Prove scritte strutturate (test a risposta multipla, del
tipo vero/falso, ad inserimento)
-
Conversazioni.
I
risultati delle verifiche verranno riportate sul
"GIORNALE DELL'INSEGNANTE".
La
valutazione complessiva dell'alunno, espressa
collegialmente dal team, verrà integrata, inoltre, da
una verifica continua delle attitudini sulla base dei
seguenti parametri:
e
comunicata quadrimestralmente ai genitori sulla "SCHEDA
PERSONALE DELL'ALUNNO" dove viene espressa con voti
numerici, accompagnati da brevi giudizi motivati:
Tenendo conto di tutti gli elementi suddetti la
promozione alla "classe successiva" o al "successivo
grado dell'istruzione obbligatoria" verrà rifiutata nei
seguenti casi:
Carenze gravi, non recuperate, nonostante
l'individualizzazione dell'insegnamento che, a parere
del Consiglio d'interclasse, impediscono l'inserimento
proficuo nella classe successiva.
I
giudizi quadrimestrali sono definiti da ciascun team
docente secondo gli indicatori contenuti nella scheda di
valutazione.

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